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CHI FERMERÀ LA MUSICA! DI VERO NICA

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Non so se avete mai visto “ I love radio rock”, favoloso film che parla della radio pirata per eccellenza Radio Caroline, radio che come tante altre fu chiusa e smantellata con una legge ingiusta e assurda.  Le radio pirata avevano mosso i primi passi fin dagli Anni Sessanta, quando un giovane irlandese, Ronan O’Rahilly (un appassionato di rythm and blues, che era stato il primo manager dei Rolling Stones ai loro inizi, e poi del bluesman Alexis Korner) fondò la prima radio libera europea, ispirandosi a “Voice of America”, una radio che trasmetteva da una nave al largo delle coste degli Stati Uniti, e da analoghe esperienze di altre piccole stazioni radio navali già attive nei mari del Nord Europa, come Radio Nord e Radio Veronica. Queste radio erano in genere collocate su imbarcazioni che stazionavano fuori dalla acque territoriali, definite per questo “radio pirata”, e che trasmettevano tutta la musica rock che in quegli anni non veniva trasmessa dalla BBC che monopolizzava l’emissione radio in Inghilterra. In quegli anni il mondo inglese, ma non soltanto, si mostra molto duro e restrittivo con la diffusione sempre più crescente di stazioni radio pirata che illegalmente diffondono nell’etere musica pop e rock mentre le radio “ufficiali”, quelle di stato si limitano a trasmettere quasi soltanto musica leggera, lontana dai gusti e dal mondo dei giovani che non riesce ad accontentarsi delle melodie classiche quando in quegli anni la scena musicale è attraversata da artisti  del calibro dei Rolling Stones, dei Beatles e molti altri.

E’ proprio la vigilia di Ferragosto del 1967 quando nel Regno Unito diventa esecutiva la legge che prevedeva la chiusura, anche con la forza se necessario, delle stazioni radio “offshore” radio che avevano infranto il monopolio dell’emittente di stato. La legge “Marines Broadcasting Offences  Act”, anti-radio pirata,  fu da subito impopolare, dando vita ad un forte movimento di protesta contro la BBC, al fine di legalizzare le radio private in tutta l’Inghilterra.

La mia riflessione di oggi è una sola, siamo davvero sicuri che la musica che ascoltiamo nelle radio tutti i giorni è libera ed il sunto reale della musica nel mondo o la dura legge del “soldo” a botte di monete sonanti, ci ha reso sempre più schiavi e vittime della scelta di pochi?

Sembra quasi che possono passare gli anni e cambiare le mode , maturare i tempi, ma c’è sempre qualcosa per cui lottare, causa le restrizioni assurde e mentalità spaventose, anche tra i giovanissimi.

La voglia di conoscere crescere e rapportarsi agli altri nella condivisione delle cose , appartiene a pochi, e saranno quei pochi che a colpi di chitarra, cambieranno il Mondo!!! Almeno io l’ho sempre sperato e continuèrò a farlo, perché i valori di libertà, pace, amore e fratellanza, muovono le masse e rinvigoriscono le menti.

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