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L’AMORE AI TEMPI DELLA COCA

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Leggevo Marx con passione, a dire il vero perché ero innamorata di un giovane bellissimo, comunista, poeta, che somigliava pure a James Dean.

Per rendermi interessante ai suoi occhi, citavo interi passi del Capitale a memoria, ma lui, manco a dirvelo, mi lasciò alla stazione di Napoli,in una sera di pioggia,ed io non avevo nemmeno l’ombrello.

Durante il viaggio di ritorno verso l’amato paesello mi stordii con una canzone di Eros Ramazzotti. Avevo solo sedici anni e l’amore mi faceva male per la prima volta, per consolarmi ci voleva Eros Ramazzotti, altro che Marx.  Non so quante lettere ho scritto al mia amato  comunista, strappate, perché  non avevo neanche il coraggio di spedirle, allora giù con la canzone di Eros Ramazzotti e lacrime e biscottini con la nutella e i consigli della nonna: “chiunque sia , questo giovanotto, non merita le tue lacrime”.

Poi arrivò un'altra estate, bellissima e le notti piene di stelle lucenti. Mi innamorai di uno sportivo, campione di basket, e mi lanciai in pesanti allenamenti. Che dolore gli addominali! Ma avevo dimenticato Marx e il giovane comunista.

Ma  ritorniamo a noi, amici, il punto controverso è se l’amore subisce gli effetti dello scorrere del tempo, se insomma i sentimenti seguono le mode al pari di una borsa o di un paio jeans.

Noi, dico noi superstiti degli anni’80, siamo stati le ultime vittime, di un’illusione durata circa 600 anni, l’illusione dell’amore romantico, della fusione della anime, dell’amore o morte, dello strazio d’amore per lui o lei che non sapeva neanche della vostra esistenza . Perché di un’illusione si trattava, al pari delle religione, oppio dei popoli. Eppure che fantastica invenzione ! Che sublime creazione dell’anima! Dall’atto più umano, più bestiale finalizzato alla riproduzione, sono stati concepite secoli e secoli di opere d’arte, di poesie, di leggende, di favole, da Dante-Paolo e Francesca- a De Andrè- la ballata dell’amore perduto- ma che dico? Ancora  prima i lirici greci, Saffo e i poeti latini,Catullo; lasciatemi citare il mio dolce e Catullo, ho fatto il classico, con me ci vuole pazienza.

Da mi basia mille, deinde centum,

Dein mille altera, dein seconda centum,

Deinde usque altera mille, deinde centum.

Dein, cum milia multa fecerimus,

Conturbabimus illa, ne sciamus,

Aut ne quis malus invidere possit,

Cum tantum sciat esse basiorum.

"Non so quando è stata la prima volta che un uomo e una donna, oppure un uomo ed un uomo, oppure una donna e una donna, abbiano pronunciato la prima parola d’amore, ma penso che quel giorno dovrebbe essere festeggiato come l’inizio della vera umanità. Quando eravamo dei semplici bestioni pelosi, penso che non c’era bisogno di parlare, ma il maschio annusava la femmina  feconda , la metteva di schiena e vai, senza tante moine.

Per quanto l’era preistorica sia lontana,credo che qualcosa dei vecchi bestioni sia comunque rimasta. Per questo suggerisco alle donne mature, che oggi vanno a ritoccarsi, natiche e seni  nella speranza di attirare giovani maschi, di procurarsi un siero che puzzi di femmina giovane in calore e allora si che li stenderete con la vostra ascella pezzata!

Ma torniamo ai nostri romantici bestioni, distesi sulla terra umida, in preda all’estasi dei sensi, daremo loro pure un nome Arun , il maschio e  Aran, la femmina.

Arun andava a caccia di antilopi, mentre Aran raccoglieva bacche.

Dal momento che non c’erano molti divertimenti sulla terra vergine, Arun e Aran giocavano alla pecorella tutte le sere, i figli venuti non si contavano, sparsi per il globo terrestre,in cerca di fortuna. Che strano, anche oggi i giovani migliori vanno via, dispersi per il mondo. Corsi e ricorsi storici, Vico docet, fermatemi, ve l’ho detto che ho fatto il classico.  Insomma Arun e Aran se la spassavano, ma non parlavano d’amore, non conoscevano questa potente illusione, questa droga che ci rende simili agli dei e che l’attimo dopo ci fa piangere su un locale Napoli-Sapri, cantando Eros Ramazzotti.

Ma una sera Arun ,tra le rocce, vide un fiore bellissimo, rosso, rosso come le labbra di Aran quando si metteva la polvere di bacca nei giorni di festa, qualcosa si mosse nel suo cuore, come si scioglie un pezzetto di ghiaccio nel mojito e Arun alzò gli occhi verso il cielo, meraviglioso, quelle punte luminose, come gli occhi di Aran, dopo che avevano giocato alla pecorella. Si arrampicò sulle rocce, cadde,rotolò tra i rovi, ma infine, tremando, raccolse quel fiore. Corse verso la capanna con il fiore,stretto tra le mani pelose e vide Aran  davanti alla porta,che lo attendeva come ogni sera, si avvicinò con il suo fiore, tentando con smorfie e suoni impronunciabili di spiegare quel sentimento che univa la sua bocca al fiore e i suoi occhi alle stelle.

Non so se Aran capì mai la prima poesia della storia dell’umanità, ma quella sera non giocarono alla pecorella, perché Arun si distese su di lei per leggere il mistero delle stelle, svelato negli occhi della sua donna. Da quella prima incerta e goffa parola d’amore, l’umanità non fu più la stessa, biblioteche d’amore, chilometri e chilometri di versi d’amore,  di lettere che si può ricoprire la terra, impacchettarla  o costruire un ponte che collega tutti i continenti con le lettere degli innamorati.

In realtà, gli scienziati sostengono che l’amore abbia  poco a che fare con la poesia, ci sentiamo attratti da persone, che completano il nostro sistema immunitario, che percepiamo attraverso l’olfatto, per questo il mio consiglio per donne mature è valido. Eppure  che  droga potente è l’amore! Basti pensare a Fiorentino Ariza, che attese l’amore di Fermina Diaz, per soli cinquantatrè anni, sette mesi e undici giorni, perché “l’amore è uno stato di grazia, non  un mezzo per arrivare a qualche cosa”.

Chiedete a Gabriel  Garcia Marquez, che cosa è l’amore, ispiratevi a lui, leggete tutte, ma dico tutte le poesie d’amore, da Neruda a  Salinas, da Hikmet a  Alda Merini. Non c’è tempo da perdere, l’amore sta  abbandonando la  terra, ci vogliono i poeti per costringerlo a restare, prima che il nostro  pianeta diventi un iceberg immenso, alla deriva .

Ma, oggi, chi scrive più lettere d’amore?

Li vedo questi giovani tutti griffati, con le loro donne tutte griffate, belle, come modelle in passerella, ma non vedo nei lori occhi la luce delle stelle, non sento l’eco delle parole d’amore diffondersi nell’aria. Qualcuno li ha derubati dell’amore.

Chi è stato il ladro?

Vi hanno ceduto un po’ di polvere bianca e voi l’avete annusata, dimenticando che siete nati per amare e non per starvene chiusi in un bagno a turno ad annusare.

Mi chiedo come amate le vostre donne, voi che non avete più parole d’amore, che non sapete più  leggere nei loro occhi il mistero delle stelle. Le amate come bestioni pelosi, piegandole, giocando, senza gioia, alla pecorella. Quanta tristezza, i giovani che hanno perso le parole dell’amore!

Si ritorna al mondo prima di Arun e Aran, prima dell’umanità.

La cocaina vi esalta per un attimo,  ma vi toglie la possibilità di perdervi, di innamorarvi di un essere umano, intravedendo nei suoi occhi  il mistero delle stelle.

L’amore è la droga più potente e ci vuole coraggio, bisogna essere uomini veri per innamorarsi, togliersi ogni armatura, e affrontare la vita a cuore aperto.  Ci vuole coraggio per perdersi tra le braccia di una donna, ci vuole coraggio per perdersi tra le braccia di un uomo, perché correte il rischio di non ritornare ad essere gli stessi mai più e terminata l’esperienza d’amore, vivrete nel rimpianto, nell’attesa del suo ritorno. Non ci sono pusher a vendere  un dose d’amore, agli angoli di ogni strada, per colmare la sua assenza, ma solo notti insonni e disperate, prima che il tempo faccia il suo lavoro o, se siete fortunati, prima che un nuovo  ed inatteso incontro vi riporti in gloria. Ci vuole fegato per rischiare un’altra volta ed innamorarsi sempre, bisogna essere dei Kamikaze d’amore per essere uomini veri e donne di valore. Allora,uscite da quei cessi, vi prego, dove a turno vi chiudete, uscite fuori, ammirate, increduli, il miracolo di una notte stellata, poi correte in un campo di papaveri, inciampate nel buio, prendete quel fiore e correte dalla donna che amate, provate a dare parole al battito del vostro cuore che improvviso accelera, provate, e se non ci riuscirete, datele un bacio, un vero bacio d’amore, con il cuore che batte, le mani che sudano, il corpo che trema, la felicità che divampa come un incendio. E’ l’amore, la droga più potente!

Filionda di Biancaluna Bifulco
Via Laura Mare - Capaccio Paestum (SA)
Tel: 0828851895 / Cel: 3911003962
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